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Nella città dove nessuno ricordava più da dove veniva il vento, viveva un uomo incaricato di controllare le cose che non esistono.
Il suo lavoro era semplice solo in apparenza: ogni notte doveva verificare che tre fenomeni improbabili continuassero a verificarsi.
Il primo era la Capra delle Spine.
Fluttuava sopra il nulla, con il corpo attraversato da rami contorti e un serpente che la seguiva senza mai morderla. Non si sapeva se stesse fuggendo o se stesse guidando qualcosa.
Il Custode la osservava e prendeva nota:
“Ancora sospesa. Ancora in fuga da qualcosa che non arriva.”
Il secondo fenomeno era il Campo degli Ingranaggi Viventi.
Una creatura minuta si muoveva tra ruote dentate che non macinavano materia, ma decisioni. Ogni ingranaggio rappresentava una scelta che qualcuno, da qualche parte, non aveva preso.
La creatura cercava di rimetterle in moto, ma più si muoveva, più gli ingranaggi aumentavano.
Il Custode annotava:
“Le decisioni non prese continuano a riprodursi.”
Il terzo fenomeno era il più strano.
Un uomo elegante con la testa di uccello sedeva a una scrivania troppo piccola per lui. Scriveva senza sosta, ma nessuno aveva mai visto una sola pagina.
Il Custode, ogni notte, controllava:
— Scrive ancora?
E la risposta era sempre sì.
Una notte, però, qualcosa cambiò.
La Capra delle Spine smise di muoversi.
Il serpente la raggiunse.
Non la morse.
Le sussurrò qualcosa.
Nel Campo degli Ingranaggi, la creatura si fermò.
Tutti i meccanismi si bloccarono insieme, come se finalmente qualcuno avesse deciso.
E l’uomo-uccello…
alzò la testa.
Per la prima volta, smise di scrivere.
Guardò il Custode.
— Sei tu, disse. — Sei tu che continui a rimandare.
Il Custode non capì subito.
Poi guardò il registro.
Tutte le annotazioni erano uguali, da anni.
Controllava. Registrava. Rimandava.
Non aveva mai fatto nulla.
La Capra cadde.
Non nel vuoto — perché il vuoto, in quel momento, smise di esistere.
Gli ingranaggi si sciolsero come neve.
E l’uomo-uccello chiuse il quaderno invisibile.
— Il mondo delle cose non fatte — disse — esiste solo finché qualcuno lo osserva senza entrarci.
Il Custode rimase solo.
Non c’erano più fenomeni da controllare.
Non c’era più lavoro.
Non c’era più nemmeno il registro.
Solo una scelta.
E per la prima volta, invece di scrivere che l’avrebbe fatta domani…
fece un passo.